» » » » » » » Fondazione Sef Torres, resoconto del convegno "Calcio e legalità dagli anni 80 allo scandalo Dirty Soccer: un mare di scommesse"


Resoconto da sardegnasport.com del convegno "Calcio e legalità dagli anni 80 allo scandalo Dirty Soccer: un mare di scommesse" promosso dalla Fondazione Sef Torres che si è svolto lo scorso 29 aprile(quidettagli).

Beha e De Angelis: “Altro che Torres, il sistema è marcio”

Ieri pomeriggio, nella sala convegni della Camera di Commercio di Sassari, nessuno indossava calzoncini e maglietta, eppure si è parlato di sport, forse nella maniera migliore possibile. Protagonisti dell’incontro dal titolo “Calcio e legalità dagli anni 80 allo scandalo Dirty Soccer: un mare di scommesse”, organizzato dalla Fondazione Sef Torres 1903, il giornalista e scrittore Oliviero Beha e il pm Paolo De Angelis.

Dopo una breve introduzione affidata all’avvocato Umberto Carboni, che ha ricordato la triste storia nella quale è stata recentemente coinvolta la Torres, si è proceduto col dibattito, apertosi con il ricordo della “dimenticata” intervista di Carobbio al Venerdì di Repubblica di qualche giorno fa, nella quale l’ex centrocampista del Siena (accusatore di Conte) parla dell’isolamento al quale è stato sottoposto da un mondo del calcio definito, tanto da Beha quanto da De Angelis, omertoso.

Si discute di scommesse e del ruolo da ammortizzatore sociale che le stesse ricoprono in categorie, come la Lega Pro, nelle quali si guadagna di meno e si rischia di perdere qualche mensilità. Il magistrato parla di un calcio dalle “regole spostate”, lo scrittore ricorda come il procuratore di Cremona Antonio Di Martino, titolare dell’inchiesta sul calcioscommesse, “non sia stato aiutato a svolgere il suo lavoro ed è andato in pensione per questo motivo”. Toccato anche l’argomento giustizia sportiva, composta, secondo De Angelis da “professionisti di gran livello con un assetto, competenze e contenuti forti”, senza però dimenticare che, ad esempio, “le pene di calciopoli sono andate pian piano riducendosi con l’allontanamento dei riflettori”.

Il botta e risposta prosegue con l’entrata a gamba tesa dell’ex penna di Tuttosport su un sistema definito “marcio” e “non voglioso di cambiare” in più di una circostanza: “Quando arrivava settima, nessuno fischiava i rigori alla Juventus, questo perchè si fischia pro potere, non pro Juve. Moggi è stato pizzicato in un contesto che comprende chiunque sia dentro quel mondo. Tutti sanno tutto, se si dovesse denunciare il 5% di ciò che succede chiuderebbe tutto, altro che Torres e Juve. I giocatori di Serie A scommettono, io l’ho scritto per un po’ di anni e sono stato cacciato dal Tg3 per averlo detto, sono un traditore dell’omertà” E ancora “Calciopoli nasce da una denucia della Juventus stessa, con gli Agnelli insidiati dalla coppia Moggi­Giraudo, una sentenza del tribunale di Napoli dice che i campionati non sono stati alterati, di che parliamo?”

De Angelis torna poi sul collega Di Martino: “Ha portato materiale per risolvere il problema alla radice, tutto questo non succederà, è tutto irrecuperabile anche perchè i tempi stretti della giustizia sportiva impediscono a quella ordinaria di lavorare nel migliore dei modi e lo scenario attuale non può che indurre al pessimismo”. Per Beha “sono tutti complici della devastazione, vanno tutti a cena assieme e tutti si dopano, qualcuno reagisce meglio e vince” Il 67enne fiorentino parla anche di Olimpiadi raccontando un aneddoto: “Mentre ero in aereo sentivo il messaggio che ricordava la presenza di Alitalia come main sponsor della candidatura di Roma per i giochi del 2024, con Montezemolo in evidente conflitto di interessi dato che è presidente della stessa compagnia e del comitato promotore. Ma nessuno dirà questa cosa, nessuno dirà che Ryanair è fuori dalla rotta con la scusa delle tasse aumentate. Le Olimpiadi sono un investimento che non guarda in faccia a nessuno, non una festa dello sport”

Parola ancora a De Angelis che ricorda come “il crimine non dovrebbe pagare e lo sport dovrebbe insegnare a perdere”, per poi citare Mennea e il suo “soffri ma sogna”. C’è spazio anche per la politica :”Maradona ha rischiato di diventare sindaco di Napoli, qualcosa che non va”, dice il pm, con Beha a condire il tutto con un’altra citazione di Moggi: “L’ex dirigente bianconero ha fottuto politica e sport con una sola affermazione: se candidassimo Buffon prenderebbe tantissimi voti”. Tantissimi, infiniti spunti di riflessione son dunque venuti fuori nelle circa due ore e mezzo di dibattito all’interno della sala convegni della Camera di Commercio, la speranza è che non siano state parole al vento, il timore, o meglio il terrore, è che, come affermato dai protagonisti del convegno, lo sia. dall’inviato Mauro Garau

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