» » » » » » Venezia United, L’amarezza di Tacopina. Un commento di Franco Vianello Moro


Franco Vianello Moro, consigliere del direttivo di VeneziaUnited, prova a cercare risposte ragionate all’amarezza espressa dal presidente Tacopina dinnanzi alla modesta risposta di pubblico nel match di domenica scorsa con il Giorgione:

Lunedi senza quotidiani per la festività del 1° maggio e a tenere banco in casa arancioneroverde, più della vittoria per 4-0 sul volonteroso e disperato Giorgione, sono le parole del presidente Joe Tacopina a fine partita.

Il numero uno del rifondato club calcistico cittadino, rispondendo alle domande dei giornalisti in sala stampa, dopo aver commentato il raggiungimento dell’obiettivo promozione dedicandolo al ds Giorgio Perinetti ed alla sua famiglia, ha espresso tutta la sua delusione per la scarsa risposta del pubblico (1805 gli spettatori ufficiali dichiarati, tra paganti, abbonati ed accreditati, in realtà qualche centinaio di meno):

“Per quanto riguarda i tifosi posso dire questo: a inizio stagione abbiamo coniato uno slogan: “uniti ripartiamo”, noi stiamo facendo il nostro lavoro, tutto quello che abbiamo promesso il 9 ottobre, l’abbiamo mantenuto, ma come già detto anche i nostri tifosi devono fare la loro parte. Amo i nostri tifosi, ma oggi la curva avrebbe dovuto essere piena, il tempo, i trasporti non ci sono attenuanti. Sappiamo qual è la situazione del Penzo e sappiamo che non è certo uno stadio comodo, ma è la nostra casa, forse non lo sarà ancora per molto, ma oggi lo è. Sono parte del nostro progetto, e lo devono essere oggi, non solo quando saremo in serie A”.

Parole nette, che non hanno mancato di suscitare reazioni disparate sui social network. Chi dà ragione a Tacopina, chi si lamenta della scomodità del Penzo, chi dei tre fallimenti in nove anni, chi della scarsa attitudine dei veneziani e mestrini al tifo calcistico e via di seguito.

Pezzi di verità sparsi qua e là, ma se qualcuno ai piani alti del VFC si stupisce della modesta risposta in termini di presenze allo stadio, un dubbio a noi sorge: i numeri di quest’anno, per chi conosce davvero la realtà e la storia recente di questa piazza, erano ampiamente prevedibili.

Sono tre gli elementi fondamentali, a nostro avviso, che contribuiscono ad un risultato certamente negativo se rapportato all’entusiasmo che si sarebbe generato in altre piazze: i tre fallimenti succedutisi in tempi così ravvicinati hanno tolto fiducia e anche speranza ai più. Le gestioni che ne sono discese hanno lasciato troppe situazioni precarie e poco partecipate; promesse al vento, soldi pochi, visione verso il futuro ancor meno.

Una storia che viene da lontano e che ancora oggi, in mancanza di una vera “rottamazione” delle vecchie idee e delle vecchie appartenenze pervade il tessuto della tifoseria veneziana: assistiamo ancora oggi alle discussioni sui colori, sui tempi d’oro, sulla denominazione societaria. Una zavorra di cui finora nessuno è riuscito a liberarsi. Fin dai tempi del 1987 con, per taluni, il rimpianto di Zamparini (sic!) senza tener conto del disastro che ha provocato e generato. A onor del vero va detto che la nuova gestione di Tacopina ha cercato di mettere alcuni punti fermi: i tre colori e una “nuova” denominazione. Qui c’è da dire che tutto il lavoro fatto dai tempi della ricostruzione del FBC Unione Venezia è stato buttato al vento. Per un’operazione di marketing. Non certo per un’operazione identitaria. Si poteva fare di più e meglio (e insieme…). Anche questo è un elemento di disaffezione.

Identità che passa da un progetto che deve vedere la Città coinvolta, in un sistema a rete (internet insegna) in cui le diverse parti interagiscono tra loro, sanno gli uni degli altri, si conoscono, si “frequentano”. Non certo in un sistema tolemaico dove la Società Venezia FC è il centro e tutto si muove in funzione. Inclusione e partecipazione possono essere le leve sulle quali costruire un diverso modo di percepire il senso di “fare società”. Lo diciamo da sempre, inascoltati.

Anche il mantra “vogliamo lo stadio nuovo”, con tutti i suoi devastanti correlati, certamente non aiuta a creare un clima positivo. Quello slogan ripetuto negli anni fino alla noia, e in quest’ultimo anno in maniera persino ossessiva, non ha avvicinato di un solo secondo la realizzazione dell’impianto per il futuro sviluppo del calcio a Venezia. E ha fornito qualche alibi in più a chi non aveva poi tanto a cuore le sorti del Club ANV.

La disaffezione passa anche da qui e da tutte le promesse del “faremo presto”, perchè bisogna essere realisti e seri. Altrimenti davvero prevalgono la disaffezione e la disillusione.

E a proposito di quella che è e sarà ancora per diversi anni la nostra CASA – qui noi non facciamo gli astrologi ma non ci sentiamo di profondere ottimismo a piene mani se pensiamo che a Roma una proprietà seria e solidissima ha presentato il progetto nel 2012 e ancora oggi non è riuscita a chiudere le procedure burocratiche per poter iniziare i lavori – sarebbe il caso di promuovere intanto convenientemente la frequentazione del PL Penzo, adottando tute le forme concrete di facilitazione e di agevolazione destinata ai tifosi di terraferma. E magari farlo diventare uno stadio a misura di tifoso responsabile, con l’abbattimento delle barriere, promuovendo un’immagine societaria tutta positiva e aperta al nuovo.

Ultima annotazione che rende l’idea di come costruire il senso di appartenenza ad una comunità passi anche dai piccoli gesti: ma perchè la squadra non si sente in dovere di salutare anche i tifosi della Tribuna e si limita a rivolgersi solo alla Curva?

Ci sono tifosi di serie A e tifosi di serie B? O la differenza la fanno solo i cori e tutte le amenità di una cultura ultra che sta dimostrando (purtroppo) tutti i suoi limiti nella capacità di fare aggregazione?

A noi risulta che, anche solo sul piano dei numeri, la Tribuna è frequentata almeno dal doppio di quelli della Curva e che molti di loro seguono la squadra anche in trasferta e la seguono da sempre anche quando qualcun’altro si priva della possibilità di effettuare le trasferte nei campi dove la TdT è richiesta, non facendo mancare il giusto appoggio alla squadra.

La Società farebbe opera meritoria se magari volesse suggerire alla squadra un atteggiamento rispettoso di tutte le componenti del tifo ANV.
Franco Vianello Moro

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