» » » » » » » » » » Fondazione Taras 706 a.C, 'Strutture sportive: Taranto non pervenuta'


È forte lo sgomento con cui l’A.P.S. Fondazione Taras 706 a. C. ha appreso della mancata partecipazione del Comune di Taranto al piano nazionale “Sport e periferie”. Clamorosamente, l’amministrazione comunale tarantina ha ignorato la possibilità di accedere a fondi nazionali per realizzare progetti di recupero delle aree sportive nei quartieri periferici della città. Il bando, che stanziava 100 milioni di euro, mirava allo “sviluppo della cultura in aree svantaggiate e zone periferiche urbane, con l’obiettivo di rimuovere gli squilibri economico sociali e incrementare la sicurezza urbana” (legge 9/2016, recante “Misure urgenti per interventi nel territorio, G.U. n. 18 del 23/01/2016). Un obiettivo strategico, addirittura decisivo per un territorio come quello tarantino, solcato da disagi economici e sofferenze sociali di lungo corso. Chi se non Taranto, che ha tassi-record di abbandono delle strutture sportive pubbliche, avrebbe potuto trarre ossigeno da un’opportunità tanto ghiotta?

Le aspettative di un’intera cittadinanza sono state ufficialmente disattese alcuni giorni fa, quando il CONI ha comunicato i quattordici progetti pugliesi ammessi a finanziamento: spicca quello di San Giorgio Jonico, l’unico Comune del territorio tarantino aggiudicatario di fondi, che ha ottenuto un finanziamento per la riqualificazione dell’impianto di pattinaggio.

Spicca ancor di più l’assenza del Comune di Taranto, che non ha inteso presentare alcuna richiesta. Di fronte a una tale cecità amministrativa, non possiamo limitarci a provare imbarazzo. Esigiamo delle risposte pubbliche.

Era lecito attendersi che l’Amministrazione, dimostrando qualche dose di lungimiranza politica, avesse tradotto in progetti concreti l’esito delle costanti segnalazioni provenienti dai cittadini, dagli operatori e dalle associazioni del territorio, tra cui la stessa Fondazione Taras, sullo stato di degrado che affligge numerose strutture sportive comunali: si pensi al Centro Sportivo “Magna Grecia”, chiuso da anni alla cittadinanza, che oggi versa in completo abbandono; oppure al Campo Scuola di via Lago di Garda, per cui sono caduti nel vuoto i numerosi appelli delle società sportive podistiche tarantine che ne usufruiscono, ma che, nonostante le mille difficoltà, riescono comunque a sfornare talenti e a far crescere tanti ragazzi e ragazze secondo i valori sani dello sport; o ancora all’indecoroso stato del campo di Talsano. Si tratta, purtroppo, solo di alcuni esempi che non esauriscono il campionario delle strutture sportive cittadine abbandonate, pur mentre continuiamo ad assistere a inaugurazioni in pompa magna di altre strutture sportive, come il centro sportivo della Marina di via Magnaghi, di fatto ancora precluso alla cittadinanza.

Non dimentichiamo, infine, le condizioni di semi-abbandono dell’impianto sportivo cittadino più grande, lo stadio Erasmo Iacovone, e in particolare del campo B, per il quale, come è noto, la Fondazione Taras si adopera da anni su ogni fronte per ottenere l’avvio dei lavori che prevedevano la realizzazione di un terreno sintetico, una tribunetta e un impianto di illuminazione, in modo da renderlo utilizzabile per le partite interne del settore giovanile del Taranto F.C. 1927. Tanti incontri sono stati consumati con gli assessori comunali di volta in volta deputati e preposti; tante promesse sono state stracciate, tanti impegni (anche pubblici) sono caduti nel vuoto. Solo di recente si è mosso qualcosa, con il rifacimento del manto di gioco. Eppure, da almeno tre anni, un progetto per il campo B, curato dalla Fondazione Taras, giace sulle scrivanie di chissà quale funzionario, mentre i ragazzi del settore giovanile sono costretti a un triste pellegrinaggio per i campi della provincia.
Nell’assenza di estro o di capacità progettuali dei nostri Amministratori, sarebbe anche bastato presentare quel progetto per aderire al bando “Sport e Perferie”, magari con qualche chance di successo. Non trascuriamo, infine, l’obiettivo della riapertura degli anelli inferiori di curva sud, gradinata e tribuna dello stadio, che deve restare in agenda per l’imminente futuro.

Ormai è tardi: anche questa occasione è sfumata. Non è mai tardi, però, per esigere un chiarimento pubblico. All’amministrazione comunale chiediamo, semplicemente: perché questa scelta? Per pigrizia? Per assenza di competenze? O forse è ancora per via di quel “gioco” che si risolve sempre nella formula “ci sono altre priorità”, che da anni ci tiene fermi al palo?

A noi – cittadini, tifosi, amanti dello sport – resta la libertà di esprimere il giudizio, assai critico, nei confronti delle scelte di chi amministra la nostra città, da cui ci attenderemmo una più lucida capacità di lettura delle risorse strategiche del nostro territorio. Invece no. Questo ci tocca, ancora una volta: Taranto assente. Non pervenuta.

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