Momento di critica ed autocritica. Dall'esperienza dell'US Ancona è necessario trarre degli utili spunti di riflessione, sopratutto per le difficoltà enormi che qualsiasi progetto di partecipazione attiva incontra nel contesto italiano.

Sostenibilità: i club nell'80% dei casi, con la quasi totalità delle società dalla Serie B in giù, non sono economicamente sostenibili(non producono ricavi per coprire i costi, poca gente allo stadio, marketing nullo, repressione, bhè le solite cose che sapete) ed una qualsiasi gestione che persegue strategie di autofinanziamento(come le società di proprietà di associazioni di tifosi), senza contare su soci forti, è inevitabilmente schiacciata dalle scarse risorse(da cui si riducono le ambizioni sportive, malcontento ecc).

Se il contesto in cui si opera è sicuramente un'attenuante delle responsabilità delle associazioni, sia chiaro è un fattore estremamente incisivo, i gruppi che si affacciano con iniziative simili devono tenere a mente che è necessario avere una struttura interna aperta, democratica e che mantenga un filo costante con la base. Serve una maggiore cura dell'assetto interno di ciascun collettivo, massima apertura per le procedure di nomina dei rappresentanti e delle decisioni critiche per i club, comunicazione continua che non lasci margine a dubbi sulla buona fede dell'iniziativa(ed il fianco a speculazioni giornalistiche che, ed è una preoccupante costante, sparano a zero sistematicamente sui nuovi gruppi, spesso con conoscenza zero dei progetti, magari per proteggere l'orticello che si sono creati(o quello del padrone)).

Imparare dagli errori almeno sarà utile a qualcun'altro per evitare che possano essere ripetuti, come può essere utile ad ampliare il dibattito sulla seria necessità di intervenire per migliorare il contesto in cui ci si muove, dalla sostenibilità economica alla partecipazione fino agli stadi(discorso lungo che ci sarà modo di affrontare prossimamente). La strada è lunga e di lavoro da fare ce n'è ancora molto...

L’U.S. Ancona 1905 è passata di mano. Dalle 20.15 di oggi, la Società del“Cavaliere Armato” ha una nuova proprietà che avrà, come primo obiettivo, quello del pagamento degli stipendi e degli oneri previdenziali e fiscali relativi ai tesserati, allo scopo di evitare la penalizzazione. I tempi sono strettissimi, ma questa via si tenterà fino in fondo.

Della nuova compagine societaria fanno parte: Riccardo Leone, imprenditore pugliese, con il 45% delle quote; Ugo Mastropietro, gioielliere abruzzese con il 40%; Fabiano Ranieri (attraverso il “Progetto Ancona Calcio srl”) con una quota scesa al 13% eSosteniamolancona con il 2%, i quali hanno provveduto a coprire interamente le perdite di bilancio e portato il nuovo capitale sociale a 200 mila euro, garantendo altresì l’impegno alla sostituzione della fidejussione, in precedenza sottoscritta dall’ex proprietario, Andrea Marinelli, entro il 31 dicembre 2016. 
Ancona 15/10/16

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