» » » » » » » Marchi Pergo, il Tar respinge il ricorso di Macalli. I giudici: 'Voleva decidere lui chi poteva fare calcio a Crema'


CREMA - Il Tar del Lazio ha respinto il ricorso dell’ex presidente di Lega ProMario Macalli avverso all’inibizione inflittagli per la vicenda dell’acquisizione da parte sua di tutti i marchi riconducibili al ‘Pergo’. Macalli è stato anche condannato a pagare 10mila euro di spese legali.

Nella sentenza, a firma dei giudici Germana Panzironi, Alessandro Tomassetti e Francesca Romano, si legge che «Il Collegio di garanzia dello sport ha rilevato che la registrazione dei marchi ha costituito uno strumento volto a dimostrare l’intento di Macalli di precostituirsi il controllo dello svolgimento dell’attività sportiva nella città di Crema». In sostanza, si legge nelle motivazioni, «le condotte di Macalli erano orientate a sostituire una società asseritamente non gradita (il Pergocrema di Sergio Briganti) con una a lui ‘vicina’ (il Pizzighettone di Cesare Fogliazza)».

Il dispositivo della sentenza evidenzia inoltre «Il ruolo attivo avuto dal ricorrente nell’individuazione della società che, dopo il fallimento dell’Us Pergocrema 1932, avrebbe dovuto continuare a svolgere attività sportiva nella città di Crema, risultando provata sulla base degli atti la concreta influenza avuta dal presidente Macalli nella decisione di trasferire a Crema la squadra del Pizzighettone e di assegnarle la denominazione Pergolettese 1932».

I tre magistrati che hanno esaminato il ricorso hanno ravvisato «un conflitto di interessi da parte di Macalli, per aver donato il marchio a Fogliazza soltanto il 13 ottobre 2013, quando già la Pergolettese militava in Lega Pro (categoria della quale era presidente, ndr)». Il Collegio osserva inoltre come «la nomina di un tutor di fiducia del ricorrente era la dimostrazione del potere di controllo che Macalli voleva esercitare sulla società, continuando ad assumere una forma di ingerenza incompatibile con le cariche da lui rivestite».

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