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Ottima ricostruzione di

La gestione societaria, le difficoltà, il ritorno alle origini: luci e ombre del trust dorico

Ascesa, caduta e ripartenza dell’associazione anconetana

ANCONA – Quando un qualsiasi fenomeno culturale cerca di imporsi in un contesto con l’obiettivo di cambiarlo dall’interno, il ruolo delle cosiddette “avanguardie” diventa cruciale. Nel caso del supporting trust, un fenomeno che in Italia è arrivato in colpevolissimo ritardo al resto dell’Europa, il ruolo di “prima linea” è spettato alle associazioni di Ancona e Prato. Questi due trust sono i primi ad aver toccato con mano l’esperienza della gestione diretta di una società di calcio. In attesa del derby tra Samb e Ancona, abbiamo deciso di tracciare una breve cronostoria degli ultimi due anni del trust dorico.

2 giugno 2015: l’Ancona ai suoi tifosi
A 5 anni dal fallimento societario, la città marchigiana festeggia un evento storico per il calcio italiano: l’Ancona Calcio passa interamente nelle mani di Sosteniamolancona, associazione di tifosi nata il 6 agosto 2010. Il Presidente Marinelli si impegna ad iscrivere la squadra in Lega Pro ed assicura una sponsorizzazione triennale a supporto del progetto. L’accordo tra le parti si conclude giovedì 17 dicembre con il passaggio dell’88% delle quote di maggioranza alla neonata Fondazione Unione Anconitana.

I successi sportivi, le difficoltà societarie
Pronti, via: l’Ancona sorprende tutti con un campionato oltre ogni più rosea aspettativa. Mister Cornacchini è una garanzia, la rosa è costruita con sapienza: non ci sono prime donne ma un gruppo unito e affiatato. Il calo finale non cancella l’ottima posizione in classifica. Nonostante una classifica eccellente, stenta però a decollare l’entusiasmo della piazza. Lo stadio non si riempie, gli sforzi dell’associazione per avvicinare la città alla squadra si rivelano inutili.

L’estate 2016 e l’arrivo di Ranieri
I conti non tornano: nonostante l’aiuto economico di Marinelli e degli altri sponsor, l’Ancona Calcio conclude la stagione in rosso. La piazza, spaventata da nuove grane societarie, comincia a scaldarsi e il rapporto tra l’associazione e il resto dei tifosi mostra delle fratture. Fin da giugno la società inizia a guardarsi intorno per cercare imprenditori interessati a far parte del progetto. Il più interessato è Fabiano Ranieri, architetto romano che intraprende un lunghissimo tira e molla con la Fondazione.  Il 21 settembre l’amministratore delegato Miani, in un duro sfogo di fronte alla stampa, punta il dito contro l’imprenditore, divenuto nel frattempo presidente onorario con il 23% delle quote societarie: “Fabiano Ranieri aveva promesso il pagamento degli stipendi entro il 30 agosto, invece tutto questo non è stato rispettato e dopo non aver rispettato neanche la scadenza del 16 settembre ci troviamo con i contributi bloccati dalla Lega Pro. Se non dovessimo trovare i soldi entro il 16 di ottobre andremo in contro ad una penalizzazione. Lo scorso anno queste cose non erano mai successe. A giugno ho personalmente provveduto a pagare anticipatamente tutti gli stipendi ed i contributi. Poi è arrivato Ranieri che ci aveva promesso delle cose, ma non ha fatto altro che appesantire i conti della società“.

La cessione e il ritorno alle origini
Il 15 ottobre, a poche ore dalla scadenza dei pagamenti di stipendi e contributi, l’Ancona annuncia il passaggio di proprietà: Riccardo Leone, imprenditore pugliese, ottiene il 45% delle quote, il 40% va all’abruzzese Ugo Mastropietro, scende al 13% Fabiano Ranieri e il restante 2% resta all’associazione di tifosi Sosteniamolancona. Per il trust termina tra le polemiche l’esperienza di gestione diretta del club. Le difficoltà economiche, il tira e molla con i nuovi acquirenti, la rottura con i tifosi: l’associazione dorica esce con le ossa rotte ma non ha intenzione di mollare. Dopo aver costituito un nuovo direttivo, Sosteniamolancona ha deciso di organizzare un incontro pubblico aperto a tutti i tifosi biancorossi. Il 19 dicembre l’associazione intraprenderà il nuovo percorso, consapevole che l’esperienza vissuta, gli errori commessi e le difficoltà superate sono una risorsa da cui trarre forza per il futuro.

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