» » » » » » » » Lucca United, una scommessa che va solo incoraggiata


Un atto di amore. Indiscutibilmente. Lucca United, la cooperativa dei tifosi rossoneri, non ha bisogno di cantori entusiastici, sempre dannosi, che narrino le sue gesta. Tutt'altro. Oltretutto ha saputo dimostrare di difendersi da sè. E con essa, qualche volta, siamo stati in disaccordo. Come si può e si deve essere tra persone che si dicono anche cosa non va, sempre con un fine costruttivo. Ma quanto fatto lunedì sera, con la decisione, per alcuni apparsa al limite della follia, di alzare la sua quota dentro la Lucchese sino al 10 per cento, ci appare qualcosa di gigantesco.

D'accordo: c'è chi sostiene che i tifosi devono fare i tifosi, ed è chiaro che chi si assume l'obbligo di co-dirigere la "baracca" rossonera deve determinare le sue azioni per garantire un futuro alla società in un contesto di costi economicamente sostenibili. Ma ci l'ha detto che i tifosi non siano in grado di fare tutto questo? Oppure si pensa che i tifosi siano per definizione idioti da mungere? O, peggio, che non si possa essere tifosi e contemporaneamente avere altre sensibilità? Facciamo chiarezza: ci sostiene questo pensa che i tifosi siano dei bambini mai cresciuti, gente incapace di fare altro che urlare e reclamare giocatori più forti. O che essere tifosi, automaticamente, inibisca qualunque altra sensibilità. Non lo pensiamo minimamente. E del resto a chi ci dice che facciamo il nostro mestiere mantenendo comunque l'anima da tifosi, ci fa solo un complimento. Ognuno di noi è un tutt'uno di sensibilità e capacità: non esiste Pinco Pallo solo tifoso, o Pinco Pallo che è impiegato, o che è un dirigente, o che è religioso. Diciamo che se uno è idiota, lo è da tifoso, giornalista, commerciante e anche in chiesa. Come pure se è in malafede. 

Ecco perché la strada intrapresa da Lucca United è da incoraggiare, prima di tutto materialmente, è una finestra dentro il mondo del calcio, aperta da chi nasce e morirà tifoso. E' un impegno gravoso, che c'è da augurarsi verrà sostenuto, ognuno con la propria sensibilità e portando il suo contributo che può e deve essere anche critico. E' tempo di eliminare equivoci, di smettere di guardarsi con diffidenza. Se la diffidenza c'è, significa che forse tutti hanno sbagliato qualcosa. Va riazzerato questo clima, magari dicendosi le cose in faccia. Una volta per tutte. Qualcuno si assuma l'onere di mettere di fronte a un tavolo tutti coloro che vogliono bene alla Lucchese, e sono tanti: ognuno deve avere il suo ruolo e le sue priorità, ma basta con un certo clima che fa solo male. E genera solo problemi, quando i problemi, invece, sono già fuori dalla porta di casa e sono tanti. 

Quanto a Lucca United e alla presenza di soci lucchesi dentro la società, due considerazioni finali. Lucca United è al terzo grande risultato, e i fatti non possono non contare: prima il salvataggio del marchio, poi il museo, ora una partecipazione importante in società. Chiudete gli occhi e immaginate non ci fosse stata, cosa ne sarebbe stato di tutto questo. E infine: siete sicuri che senza Lucca United e i gli altri soci questo difficile momento non sarebbe terminato con la liquidazione della società, o, peggio, con l'emersione dei problemi solo a cose fatte? 

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