» » » » » Stabile occupato a Cosenza: ultras progettano sport ed istruzione gratuita per tutti


L’edificio abbandonato è di proprietà del Comune di Cosenza: dopo anni di incuria, la Cosenza Ultras intende riqualificarlo e donarlo alla città per iniziative sociali e aggregative.

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Domenica all’interno della Casa degli Ultrà si è tenuta un’assemblea insieme ai vari comitati di quartiere del centro storico. L’incontro è stato introdotto dagli occupanti dello stabile di via Milelli abbandonato dal Comune per diversi anni e ora bonificato dagli ultras. E’ stato così presentato il progetto di recupero e riutilizzo dello stabile, che diventerà punto di confluenza di varie attività ricreative e sportive per gli abitanti del quartiere e in generale di tutto il centro storico, soprattutto per i bambini. Sostanzialmente sono previsti nel progetto delle attività sportive, dal calcio al basket e ciò avverrà grazie al ripristino e alla messa in sicurezza del campetto adiacente allo stabile e alla disponibilità già garantita da professionisti del settore. In più vi sarà una ludoteca e una sala studio in cui i bambini verranno seguiti e aiutati a fare i compiti. Per permettere la libera circolazione dei saperi verrà creata una biblioteca e installata una connessione wi – fi gratuita e accessibile in tutta l’area.

“Ciò verrà realizzato – si legge in una nota divulgata dagli attivisti dei comitati – attraverso l’autorganizzazione, l’aggregazione dal basso e la partecipazione al progetto dei comitati locali che hanno dimostrato il loro sostegno e la loro volontà d’investire forze in questa sfida. Durante l’assemblea è emerso da parte di tutti i presenti il totale rifiuto al progetto che prevede in questo stabile, situato nei pressi di una scuola frequentata da bambini, la nascita dell’ennesimo centro di recupero per tossicodipendenti in un quartiere in cui è già altissima la presenza di strutture di questo genere. Purtroppo negli ultimi anni abbiamo assistito alla ghettizzazione di situazioni come tossicodipendenza, povertà e similari in quest’unico punto della città. L’amministrazione invece di pensare all’ennesimo disastroso progetto dovrebbe adoperarsi ad affrontare il disagio trasversalmente e in maniera diffusa in tutti i luoghi della città. Non è assolutamente possibile che un unico quartiere diventi il ghetto di tutti i soggetti considerati lesivi per l’idea di decoro cittadino dei benpensanti.

Si tratta di una soluzione che produce effetti negativi sia per gli abitanti del quartiere che molto spesso si vedono impossibilitati a viverne i luoghi e sia per il soggetto che vive il disagio, essendo sempre chiuso nei confini immaginari che gli vengono imposti attraverso l’ubicazione dei centri di aiuto e recupero nella stessa zona. Così gli viene preclusa la possibilità di affacciarsi ad altro e ad altri e perché no di trovare la sua possibilità di riscatto. Ed è per questo che pretendiamo che al prossimo tavolo sul centro storico s’inserisca come punto all’ordine del giorno la discussione sullo stabile occupato di via Milelli, fino ad allora chiediamo non vengano presi provvedimenti, in caso contrario saremo vicini anche fisicamente ai ragazzi che hanno dato vita a questo progetto”. Attualmente però anche se all’interno dello stabile non si svolge alcun tipo di attività da anni il Comune non ha inteso assecondare le richieste degli occupanti che lo hanno ripulito e messo in sicurezza.

In merito infatti l’assessore alla Riqualificazione Urbana ed Emergenza Abitativa del Comune di Cosenza, Francesco Caruso nei giorni seguenti all’occupazione ha affermato che “allo stato il Comune non può consentire che quelle persone restino lì. Non vogliamo certo sminuire il ruolo sociale degli ultras, ma non possiamo cedere a questa forma di abusivismo. Anche se lo stabile era abbandonato abbiamo già pensato ad una formula di riqualificazione di quell’edificio che attività sportive per la cittadinanza. Si tratta di un progetto che rientra nell’ambito dei finanziamenti di Santa Lucia 2 cui obiettivo è di tipo aggregativo e sociale. Abbiamo avuto diverse richieste negli anni. Una delle idee era quella della realizzazione di un centro di recupero per tossicodipendenti insieme a Don Antonio Mazzi. Ad oggi però non abbiamo ancora deciso come intervenire, è una decisione che spetta al sindaco”.

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