» » » » » Venezia United: 'VeneziaFC, i tifosi sono solo spettatori?'


Bel gesto, quello del presidente Tacopina che ha consegnato a tutta la squadra un DVD che celebra la storia del calcio in Laguna, per motivare i giocatori. Un bel gesto che avrebbe magari meritato il coinvolgimento di chi quel DVD lo ha realizzato… Chi meglio dei tifosi può essere portavoce della storia gloriosa di un club calcistico? Perchè perdere una grande occasione di coinvolgimento e di partecipazione attiva dei supporters? Ne scrive uno degli autori, Franco Vianello Moro, consigliere del direttivo della nostra associazione…

I tifosi sono solo spettatori? Non mi piace fare il rompipalle senza motivo, né tantomeno ho la minima intenzione di disturbare la honey moon che si sta consolidando attorno ai successi sportivi della squadra che, facendo tutti gli inevitabili gesti apotropaici di rito, dovrebbero concludersi molto felicemente con la conquista dell’ambito traguardo della promozione.

Ma santiddio c’è da rimanere basiti di fronte a uno dei tanti post ufficiali comparsi sulla pagina FB del Venezia FC.

Si scopre che il presidente fa omaggio ai giocatori di uno storico DVD che celebrava nel 2007 il Centenario del Calcio a Venezia (a futura memoria, a Dicembre di quest’anno saranno 110).
E fin qui tutto bene; poi però ti viene da dire “ma lo sai chi l’ha fatto quel CD? Lo sai cosa ha comportato in termini di lavoro volontario, di tempo, di passione e di sforzo di marketing?” Sì perché il marketing non è appannaggio solo dello staff americano!

Beh, quel DVD è stato realizzato grazie alla passione e alla generosità di molte persone, tutte tifose del Venezia (lasciamo perdere come si chiamava allora: SSC…..) che hanno deciso, sotto la spinta del Club Alta Marea, che era nato da appena un anno – tra l’altro è stato uno dei propugnatori della fondazione dell’ Associazione VeneziaUnited – e che gode ancora di buona salute, di provare a celebrare quel Centenario in una forma meno scontata del solito. Facendo un gran lavoro di ricerca, di coinvolgimento di persone. Chiedendo l’aiuto a molti, per raccontare la storia del calcio cittadino in quella logica inclusiva che è stata poi alla base della costruzione del nostro manifesto “UnaStoriaCheUnisce“.

Mettendoci anche dei soldi, perché la SSC non ha sganciato nemmeno 1€: i Poletti brothers assieme a Vincenzo Marinese avevano in tasca un allevamento di “gransi pori”. E ha creato anche qualche difficoltà di troppo (gelosia ?!?). Ma poi tutti a farsi belli con quel “prodotto”: andava bene così.
Provo a ricordare qualcuno di quei tifosi che ancora oggi frequentano assiduamente le gradinate del Penzo: prima di tutto Vittorio Pierobon, all’epoca vice-direttore del Gazzettino (il distributore dell’opera) senza di lui non avrebbe visto la luce, Franco Bacciolo (il redattore capo) che ha coordinato tutte le voci narranti, Giorgio Crovato, Roberto Ellero (che hanno svolto il loro compito di storici), Alessandro Rizzardini (per le foto) e mi scuso con chi sto dimenticando.
Allora sorge spontanea la domanda: ma perché non pensare di coinvolgere i tifosi in questa semplice cerimonia? Perché continuare a comportarsi, a comunicare (quanto importante è la comunicazione!) come se ci fosse “un noi e un voi”?

E anche questi appelli al “venite allo stadio a sostenere la squadra che vince” hanno il fiato corto se si basano solo sulla somministrazione di uno spettacolo, per niente sulla identità e sul valore dell’appartenenza a una comunità, a una storia.

Ci piacerebbe che lo stadio si riempisse sempre, ma perché questo succeda non basta il marketing.
Sembra davvero che si voglia considerare il tifoso solo uno spettatore e alla fine, nella pura logica del marketing, un cliente.

Franco Vianello Moro, consigliere del direttivo di VeneziaUnited

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