» » » » » Lega Pro, Giana - Piacenza con la scuola di italiano per stranieri allo stadio


Provengono da Senegal, Gambia, Guinea, Ghana, Costa d’Avorio, Mozambico, Mali, ma anche dalla Colombia, dalla Russia, dal Pakistan e dall’Afghanistan gli alunni e le alunne della Scuola di Italiano per Stranieri, attiva da vent’anni a Gorgonzola con il patrocinio del Comune e organizzata dalla Caritas parrocchiale in collaborazione con Acli e Manitese, (http://www.chiesadigorgonzola.it/1/pag_car_corso_italiano_stranieri), che in occasione della gara infrasettimanale di martedì 4 aprile con il Piacenza saranno ospitati con i loro insegnanti allo Stadio “Città di Gorgonzola”.

Perché ciascuno, nel suo piccolo, può fare qualcosa
Così come il Corso di Italiano per Stranieri, oltre alla conoscenza e al perfezionamento della lingua, si propone di essere occasione di rapporto interculturale e di confronto, l’invito allo Stadio da parte della A.S. Giana Erminio per una partita di cartello come GIANA-PIACENZA intende lanciare un messaggio di accoglienza e integrazione a tutti i tifosi biancazzurri e a tutti gli stranieri che risiedono in questo territorio: siano essi i rifugiati e richiedenti asilo ospiti del progetto Sprar di Gorgonzola (Sistema nazionale di protezione per richiedenti asilo e rifugiati) o semplicemente uomini e donne che vivono a Gorgonzola e, oltre alla lingua italiana, hanno desiderio di conoscere dall’interno la vita della comunità.

UEFA NO TO RACISM: Serie A, Serie B e Lega Pro
“Il mondo è piccolo. Nello sport l’unico colore diverso è quello delle maglie”. Ha esordito così la campionessa olimpica Fiona May, oggi Responsabile della Commissione Figc per l’Integrazione e componente della Commissione UEFA Fair Play and Social Responsability, nell’Incontro di Formazione Contro il Razzismo tenutosi il 27 marzo a Roma per tutte le società di Serie A, Serie B e Lega Pro.

“Tra gli sport, il calcio ha la massima esposizione, sia in termini di risonanza mediatica che nel numero di praticanti, ma anche a livello istituzionale – ha proseguito Raffaele Ieva, Dirigente UNAR (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali) – Il ruolo che i Club hanno all’interno della società non può essere solo quello di inseguire il risultato sportivo, ma anche di favorire l’evoluzione sociale, potendo orientare i comportamenti, creare attenzione e indirizzare i giovani”.
“L’integrazione razziale e religiosa da parte dei Club sportivi è un forte messaggio di sensibilità e valore sociale – le parole di Mauro Valeri, Sociologo e funzionario UNAR – Negli ultimi due anni si sono registrati 80 casi di discriminazione razziale nel mondo del calcio, soprattutto a livello di settore giovanile. E questo è inaccettabile”.

“I rifugiati arrivano e continueranno ad arrivare, questo processo deve essere gestito ed il calcio deve avere un ruolo fondamentale per l’inclusione sociale – ha specificato Raffaella Chiodo Karpisnky, Chair del Board FARE (Football Against Racism in Europe) – Il mondo del calcio deve essere un presidio sul territorio: favorire l’inclusione per consentire l’integrazione all’interno della comunità nella quale vivono gli stranieri che, a vario titolo, sono presenti nel nostro territorio”.

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