» » » » » » » » » » » » » » Cava United FC, Progetto Erasmus: la visita al CAP Ciudad de Murcia


Murcia, città della Spagna meridionale, capitale della comunità autonoma di Murcia. Un vero e proprio colpo di fulmine. Quell’evento che, a prima vista, ti lascia a bocca aperta e senza fiato per un momento. Quel qualcosa, una persona, un luogo, un accadimento, un oggetto, una squadra di calcio o altro, che in un attimo rimangono indelebili nel cuore. Un lampo per sempre. Frazioni di secondo, dove ti sembra familiare quel tale posto, ti sembra di conoscere da una vita quella persona; dove quell’evento non è avvenuto per caso, che quella squadra è anche la tua, perché è già parte di te. È un’emozione che durerà per sempre. Proprio questo abbiamo provato, lo scorso fine settimana, durante la nostra permanenza nella bellissima e accogliente città di Murcia, che ci ha ospitato grazie ai ragazzi del CAP Ciudad De Murcia (Club di Azionariato Popolare), in occasione della visita per il progetto  Erasmus “Clubs and Supporters for Better Governance in Football”.

Nonostante le inevitabili differenze culturali ci siamo sentiti sin da subito a nostro agio; abbiamo trovato un gruppo di persone cordiali e accoglienti, le quali hanno reso la nostra esperienza familiare e piacevole. La facilità e la libertà con cui abbiamo condiviso le nostre idee e i nostri ideali, ci ha permesso di vivere un’esperienza unica. Ci siamo confrontati e consigliati in merito alle nostre rispettive esperienze. Abbiamo visto con i nostri occhi quanta passione mettono in campo queste persone. Un gruppo ben strutturato a seconda delle attività da svolgere; un gruppo ottimamente guidato da due giovanissimi che, tra presidente e vicepresidente, non arrivano ai 70 anni di età.

La passione e l’impegno che tutti mettono nella loro creatura è visibile e riscontrabile nelle molteplici attività del club: dal fornitissimo e variegato merchandising, alle iniziative domenicali. Quella di domenica, ad esempio, ha visto coinvolte poco prima della gara all’interno dello spogliatoio, le famiglie dei calciatori con l’obiettivo di sostenerli e motivarli per l’importante match salvezza, poi finito in parità.

È grazie a questi momenti “fulminei” che abbiamo instaurato nuove amicizie e consolidato altre; il tutto condito dall’allegria e la goliardia tipica dei paesi mediterranei. I ragazzi spagnoli ci hanno aperto le loro case e accolto con sincerità e semplicità d’animo. Abbiamo avuto la possibilità di visitare una bellissima e florida città, definita “la grande sconosciuta”, che nulla ha da invidiare alle più famose e visitate città spagnole. Una città dove l’allegria, il clima, l’ottimo cibo e la “cerveza” locale, la fanno da padrone. Tutto questo è stato possibile grazie al calcio, quello dei veri valori, quello sincero e genuino dei campi di periferia, dove i tifosi sono attivi protagonisti e non spettatori inermi e accondiscendenti. Perché IL CALCIO E’ DELLA GENTE che sia Spagna, Italia o Lapponia… perché le emozioni non hanno padroni, né confini, né latitudini.

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