» » » » » » » Noi Samb, panoramica sui club in crisi della Lega Pro 1^ parte


Prima parte della panoramica realizzata da Michele Palmiero dell'associazione di tifosi Noi Samb sui club in crisi della Lega Pro. Da: noisamb.it

Introduzione

Giunti alla metà di giugno, e in attesa di scoprire quale squadra staccherà l’ultimo pass per la Serie B, tornano a galla i consueti problemi che affliggono la Lega Pro. Con l’avvicinarsi delle scadenze dei pagamenti e dell’iscrizione, infatti, sono sempre più numerose le squadre in difficoltà con i parametri imposti dalla terza divisione italiana.

I fattori di crisi sono vari – difficoltà economiche, mancanza di entrate, la cattiva gestione del caso Gable Holding – ma alla base di tutto c’è sempre la solita causa: il calcio italiano, dalla A ai campionati non professionistici, è incapace di programmare, tenta (spesso invano) di risolvere le falle dell’oggi andando ad appesantire ulteriormente il domani. Ad oggi, solo in Lega Pro, ci sono tante, troppe realtà in affanno e con una gestione societaria approssimativa.

Akragas
“Nei mesi scorsi abbiamo lanciato più di un grido di allarme a cui puntualmente NESSUNO ha risposto, abbiamo più volte ribadito che senza un aiuto economico questa società avrebbe avuto dei seri problemi nel proseguire il progetto intrapreso. […]  Francamente il percorso ora si fa molto impervio, avendo preso atto di un totale disinteresse da parte di nuovi investitori, del mancato rinnovo del contratto del Main Sponsor, la totale assenza di nuovi sponsor e infine le eterne problematiche legate agli impianti sportivi”. 
Con queste, dure parole il presidente dell’Akragras Silvio Alessi ha reso pubblica la situazione disperata della società agrigentina. Con il rischio incombente di consegnare la squadra al Sindaco, la tifoseria si è mossa per un sit-in di protesta davanti allo stadio Esseneto.

Arezzo
“In qualità di finanziatore della società sto soffrendo da un po’, anche perché ho crediti con lo Stato che non riesco a incassare. E la Lega Pro è la categoria più difficile di tutte, che ogni anno richiede almeno due milioni e mezzo di investimenti”.  L’immobilismo dell’Arezzo sul mercato aveva destato qualche sospetto: ora è diventato realtà.
Il presidente Mauro Ferretti è in attesa di ampliare la società per far fronte alla difficile gestione di un club di Lega Pro. In questo caso, l’iscrizione al campionato non sembra essere in pericolo, ma il progetto tecnico amaranto in caso di mancato accordo con i nuovi imprenditori sarà sicuramente ridimensionato.

Catanzaro
Il 28 maggio il Catanzaro festeggiava una sudatissima salvezza ai playout ai danni della Vibonese. Qualche ora dopo, il presidente Cosentino e sua figlia Ambra finiscono in manette nell’ambito dell’operazione “Money Gate”, con l’accusa di associazione a delinquere, riciclaggio, trasferimento fraudolento di valori e appropriazione indebita. Nell’inchiesta finisce anche un’ipotesi di illecito sportivo: si tratta della partita Catanzaro-Avellino, vinta dagli ospiti e finita sotto la lente della Procura della FIGC. Con buona pace della Vibonese, società integerrima dal punto di vista economico.

Como
Tra tutte, quella del Como è di gran lunga la situazione più paradossale. Nel finale di campionato la società lariana, travolta dai debiti della gestione Porro, è stata acquistata all’asta da Puni Essien, moglie dell’ex calciatore. La neo presidentessa si è lanciata nei soliti proclami roboanti, promettendo una squadra competitiva per il ritorno in B. Dopo l’addio di allenatore e diesse, sono arrivati in riva al Lago Mark Iuliano e il ds De Nicola, provocando l’ira dei tifosi per il rapporto di quest’ultimo con Luciano Moggi.
Da qualche settimana, però, tiene banco una questione ben più importante: il nuovo Como non risulta affilitato alla FIGC e non ha versato la fideiussione di 350 mila euro valida per l’iscrizione al campionato ormai concluso. Il problema poteva essere risolto sul nascere pagando gli stipendi della stagione in corso, ma i soldi per ora non  si vedono. Entro la fine del mese Puni Essien è chiamata a chiudere i conti della stagione conclusa, reperire la fideiussione per quella nuova e mantenere la promessa di una squadra competitiva.

Latina
Lunedì 12 giugno il Presidente Federale Carlo Tavecchio ha ufficializzato il fallimento del Latina Calcio, squadra retrocessa dalla B. L’ultima beffa si consuma il 25 maggio, data dell’asta finale per l’acquisizione della società. Benedetto Mancini, amministratore delegato della Mens Sana Latina, offre una cifra attorno ai 10 euro per l’acquisto della società nerazzura. L’offerta, naturalmente, viene respinta in quanto l’offerta minima si aggirava sui 50 mila euro.
Per il Latina si ipotizza ora una ripartenza dalla Serie D, magari con un allenatore che ha fatto la storia recente del club: Stefano Sanderra, fresco di rescissione con la Samb e pronto a ripartire dalla squadra con la quale ha conquistato il nome di “Mister Leggenda”.

Qui: 2^ parte

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