» » » » » » » » » Paraguay, gli ultras del Cerro Porteño aiutano a costruire lo stadio


Tifosi operai che costruiscono lo stadio della loro squadra del cuore. Ultras che smettono i panni dei facinorosi e si adoperano per realizzare un moderno impianto da 43 mila posti. Tutto questo succede in Paraguay, dove il Cerro Porteño, società calcistica di un sobborgo popolare della capitale Asunción, ha dato vita a un progetto sociale sotto lo slogan «Un club construido por sus hinchas», un club costruito dai propri ultras.

Il nuovo stadio Cerro Porteño, come riporta l’agenzia Afp, quando a settembre verrà inaugurato, sarà l’impianto più moderno del Paraguay.

«Io non voglio soldi. Voglio soltanto che figuri il mio nome, come un fan del Cerro, tra coloro che hanno costruito il nuovo stadio», queste le parole di Rodrigo Millàn, uno dei veterani del tifo organizzato del club rossoblu, impegnato nel cantiere ad Asunción.

«Dai tifosi traspare molta gioia e tirano su il morale anche del personale ordinario a cui trasmettono un attaccamento alla maglia», spiega invece Alfredo Angulo, l’architetto alla direzione dei lavori. Come detto, si tratta di progetto sociale: in Sud America il tifo assume spesso connotati violenti, mentre attraverso questo coinvolgimento si vogliono spazzare via luoghi comuni e dare anche delle opportunità ai 70 tifosi arruolati per la costruzione del nuovo stadio, su un totale di circa 500 lavoratori complessivi. C’è stato solo un criterio da rispettare per poter entrare nella squadra degli operai-tifosi che opera nel cantiere nel cuore della capitale del Paraguay: non avere precedenti penali. «La Fondazione Cerro Porteño ci ha chiesto di dare loro questa opportunità», spiega ancora Angulo. Non sono muratori o operai specializzati, molti di loro passavano le giornate agli incroci della capitale proponendosi come lavavetri, altri facevano i parcheggiatori abusivi… Ecco perché si parla di un progetto di integrazione a forte valenza sociale. Una decina di loro, poi, sono già stati assunti dalle aziende edili impegnate nel cantiere e altri dovrebbero in futuro occuparsi della manutenzione dello stadio una volta che sarà inaugurato, trovando così un vero lavoro. E nella patria di José Luis Chilavert, che è stato tra i migliori portieri del mondo, il calcio diventa quindi un’opportunità di riscossa, anche per sfatare l’immagine negativa che gli ultras si portano addosso, come ha ricordato l’amministratore delegato del Cerro, Fabian Bruzzone. La società, fondata nel 1912 e con 31 scudetti paraguayani cuciti sul petto, ha investito circa 14 milioni di euro per il nuovo stadio. Il Cerro è soprannominato «le club du peuple» (il club del popolo) perché gran parte dei suoi sostenitori provengono dai quartieri più poveri della capitale. E oggi la squadra ha deciso di fare qualche cosa di concreto per il suo popolo.

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