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Venezia FC, questione nuove maglie: la posizione di Curva Sud e Venezia United

CALCIO VENEZIA Contestata la presenza della patch 110 che ricorda gli anni dalla fondazione del solo club neroverde

Il 110 della discordia rompe l’armonia tra il Venezia e gli ultras che minacciano curva vuota e niente abbonamenti. La presentazione delle nuove maglie per la B ha colpito i tifosi, ma non nel senso auspicato dal presidente Joe Tacopina e dal ceo Andrea Rogg. Su Facebook infatti il club ha ricevuto una pioggia di no per il 110. compleanno, etichettato dai più moderati quantomeno come equivoco rispetto al trentennale percorso arancioneroverde. «Le nuove divise sono frutto di un pessimo lavoro morale l’attacco della Curva Sud, che ha informato anche la squadra con alcuni duri striscioni a Sappada . Uniti ripudiamo il 110 che non capiamo chi rappresenti. Credevamo l’era Zamparini morta per sempre. Invitiamo la società a modificare la maglia per evitare di cominciare senza il nostro supporto. Da domattina (ieri, ndr) non faremo l’abbonamento finché non sparirà quell’obbrobrio». Innanzi all’inatteso ultimatum il Venezia (comunque confortato da molti altri tifosi) ha replicato: «Il Venezia Fc ha a cuore tutti i propri tifosi e il 14 dicembre festeggerà il suo 110. compleanno in quanto erede del Venezia Fbc nato nel 1907, della Mestrina nata nel 1929 e della fusione del 1987 da cui derivano gli attuali colori. La patch 110 racchiude tutto questo, è un elemento celebrativo a sottolineare un glorioso passato che in oltre un secolo l’ha portato ad essere la realtà calcistica veneziana che rappresenta tutto il territorio, la parte insulare e la terraferma. La storia del club inconfutabilmente inizia nel 1907 e quindi nel corso di questa stagione sportiva celebreremo tale ricorrenza e non comprendiamo come ciò possa essere interpretato diversamente». «Quel 110 manca dei riferimenti al 1929, anno di fondazione del Mestre, e al 1987, anno della fusione sottolinea l’associazione VeneziaUnited . Una scelta azzardata su un tema delicato per una tifoseria che da anni chiede invano di essere coinvolta in un percorso identitario». «Le maglie sono belle ma noi dall’87 siamo arancioneroverdi, quindi la società ha riaperto una ferita chiusa concorda con gli ultras Angelo Torresin . Il 110 è inopportuno, meglio levarlo per evitare un vespaio. Un’idea assurda dopo che la squadra aveva pure accettato dalla curva lo striscione VeneziaMestre 1987». «I gusti estetici vanno rispettati, non capisco e condivido la scelta societaria del 110 si unisce al coro Gianluca Maschera che lì isolato rischia di creare equivoci inutili. Fino a prova contraria questa squadra è la continuazione di quella post fusione, non a caso ha tre colori sociali che rappresentano storia e percorso. Per evitare di calpestarlo bisognerebbe togliere il 110 o mettere anche il 1987». Contrario alle polemiche invece Angelo Nichetto: «Sono allibito, poi quando anche Tacopina se ne andrà piangeremo, tutto per una data che in fondo ricorda l’inizio di tutto. Non cresceremo mai, c’è una società seria da ringraziare e ripagare andando allo stadio e non soffocando l’entusiasmo».
Ieri intanto gli abbonamenti sono saliti da 450 a 516.

Le Maglie – Comunicato del CD di VeneziaUnited

In queste ultime 24h, dopo la presentazione ufficiale delle nuove maglie, sui social, sono esplose le polemiche. Non si è parlato tanto del “sono belle-sono brutte” che è stato uno dei refrain di sempre, ma quello che ha scatenato la discussione è stata l’apposizione del logo 110 che ricorda la nascita del primo storico Venezia nel 1907, padre della realtà attuale, al pari del Mestre fondato nel 1929. Il dibattito si incentra tutto sul mancato riconoscimento (a livello grafico) del 1987, la data che contraddistingue la fusione e la rinascita della tifoseria unita sotto le insegne di quel tempo. Non che durante il campionato che si è appena concluso questa data sia stata dimenticata o sottovalutata, anzi.

Il CD della Associazione VeneziaUnited esprime qui la sua posizione.
Il riferimento, con la cifra 110, all’anno di fondazione del Venezia – il 1907 – che compare sulle nuove maglie presentate al Fondaco dei Tedeschi ci fa piacere perchè si riferisce inequivocabilmente al passato glorioso di questa squadra.

Tuttavia ci corre l’obbligo di sottolineare che l’attuale Venezia FC porta con sè anche i titoli di una identità calcistica plurale che ha avuto il suo secondo momento fondamentale esattamente 30 anni or sono, nel 1987, quando nacque una nuova squadra che portava a sua volta con sè anche la tradizione della Mestrina nata nel 1929. L’associazione Venezia United peraltro si è fondata su questa storia e la rivendica come proprio DNA identitario. Invitiamo perciò la società a tenerne  conto e a considerare questa storia anche nella simbologia della maglia ufficiale.

Se ci è consentito vorremmo esprimere qualche riserva anche circa la combinazione cromatica delle nuove maglie che pure sono stilisticamente molto eleganti.

Auspichiamo che la soluzione adottata per questa divisa sia ancora una volta transitoria in attesa di addivenire a una soluzione definitiva che renda evidente, con delle linee classiche, lineari e paritarie i tre colori della tradizione, espressi in una maglia che diventi definitiva e simbolica di questa storia unitaria. Le logiche del Marketing non devono prevalere a scapito di un processo identitario forte e condiviso che possa tenere unita la tifoseria tutta.

Facciamo presente che dall’anno della fondazione unitaria, il 1987, non c’è mai stata una maglia definitiva di questo tipo e il pubblico e i sostenitori hanno dovuto accettare tutte le soluzioni al ribasso proposte o meglio imposte.

Da questo punto di vista il riferimento va anche a una parte dei sostenitori, quelli più accesi, che per trent’anni hanno disatteso sistematicamente la storia a cui noi facciamo riferimento presentando ostentatamente solo due dei tre colori se non anche inventandosene un quarto.

Anche a loro, nel momento in cui giustamente rivendicano come facciamo noi il rispetto cronologico della storia della squadra, chiediamo coerenza nell’uniformarsi identitariamente nella composizione dei tre colori della tradizione di cui insieme facciamo parte.

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