» » » » » » Quando il calcio riparte dal basso: intervista alla Gradinata Est del Derthona


Alcune settimane fa, in quel di Tortona, ho avuto modo di assistere alla presentazione ufficiale dell’Hic Sunt Leones Derthona, la nuova squadra di calcio locale, nata dopo il fallimento del vecchio sodalizio e fortemente voluta dai sostenitori tortonesi che si sono prodigati alacremente per creare la nuova società, grazie anche all’iniziativa del trust “Noi siamo il Derthona”. In quell’occasione, tra l’entusiasmo della gente, i cori per il celebre showman Alessandro Cattelan, che ha deciso di tornare ad indossare la casacca della squadra della sua città come quando era più giovane, il corteo degli ultras, i fumogeni, le torce e gli striscioni, ho anche avuto modo di assistere all’episodio durante il quale la nuova dirigenza dei “Leoni bianconeri” ha invitato pubblicamente i rappresentanti della Gradinata Est sul palco, evidentemente per sottolineare il profondo legame che c’è al momento tra la squadra e la parte più calda della tifoseria e per evidenziare ulteriormente l’importanza dei tifosi locali in tutta questa vicenda.

Per questo motivo ho voluto incontrare uno dei responsabili della tifoseria del Derthona, per approfondire meglio quanto sta accadendo in questi giorni a Tortona. È nata dunque una bella chiacchierata che ci ha visto affrontare diversi argomenti: dal calcio popolare alle prossime iniziative della Gradinata Est, dalla rivendicazione di essere l’unica squadra di calcio cittadino all’appello, indirizzato alle istituzioni preposte, per l’utilizzo del “Coppi”, lo storico impianto sportivo locale.

Ciao Andrea, comincerei dal principio: che cosa è successo in questo anno senza il Derthona FBC?
L’anno trascorso senza squadra è stato molto difficile per noi, sempre con la paura di non poter piu rivedere risorgere il nostro leone dal fallimento. Allo stesso tempo questo anno di riposo ci è servito per ricaricare le pile e ripartire piu determinati di prima. Gli anni precedenti al fallimento non sono stati per niente facili: anni di difficoltà economiche e allontanamento del tifo. Ora, però, ci sentiamo pronti per dare il meglio di noi stessi.

Siete un esempio lampante di come il calcio popolare, quello che nasce dal basso grazie agli sforzi e alla volontà dei sostenitori, possa essere una risposta importante al cosiddetto calcio moderno. Che parte hanno avuto i ragazzi della Gradinata Est in tutto questo?
Dopo il fallimento del Derthona la Gradinata Est si è mossa fin da subito per rifondare il club. Sono nati vari progetti ed iniziative che ci hanno portato a dare vita all’HSL Derthona. Fin da subito abbiamo fortemente sostenuto tutto questo. Inoltre alcuni tifosi appartenenti alla Gradinata hanno voluto partecipare attivamente alla costituzione vera e propria della nuova società. Ci siamo riconosciuti immediatamente in questo nuovo sodalizio, in quanto migliore erede di una storia centenaria.

La nuova squadra riparte dalla Prima Categoria se non erro, ma c’è anche un’altra formazione che si è iscritta al campionato di Serie D con il nome storico della squadra della vostra città. Qual è la vostra posizione in merito?
La nostra squadra riparte dalla prima categoria, ma in città, è vero, c’è un’altra società con il nome Derthona. La loro storia, però, parte dai paesi limitrofi di Tortona e inizia il proprio percorso calcistico prima con il nome Villalvernia, che successivamente diventa Val Borbere, per poi tramutarsi in ”Calcio Tortona”. Infine, da quest’anno, hanno assunto la denominazione di “Calcio Derthona”. Tutto questo è stato possibile anche grazie alle norme e ai regolamenti vigenti in ambito sportivo, ma questo non significa che i tifosi del Derthona si riconoscano in questa società, che nulla ha a che vedere con noi e la nostra storia. L’unico rammarico, se così si può dire, è che questa società partecipa ad un girone di un campionato importante (Serie D) e avrà la possibilità di affrontare squadre di un certo livello, con al seguito tifoserie di spicco che, tra l’altro,  presenzieranno nella nostra città.

Ho avuto il piacere e l’onore di essere presente alla presentazione ufficiale della nuova squadra ai cittadini alcune settimane fa, e non ho potuto fare a meno di notare l’enorme entusiasmo intorno all’HSL Derthona. Quali sono le aspettative per il futuro?
La festa è venuta molto bene, la piazza era gremita e siamo stati molto soddisfatti. Negli ultimi anni, come detto, i tifosi si stavano allontanando, ma girando per la città si poteva notare, senza alcun problema, che l’interesse e la passione per il Derthona non erano scomparsi del tutto. In pratica erano come un piccolo fuoco che covava sotto la cenere, ed è bastato un alito di vento per scatenare nuovamente l’incendio.

Questione stadio: dove giocherà l’HSL Derthona?
Giocheremo al Coppi, la nostra casa di sempre. Sinceramente non vedo altre alternative. È una domanda che, però, vorrei girare alle istituzioni preposte e alle persone di competenza, affinché si faccia chiarezza una volta per tutte.

Che importanza ha avuto una figura come Alessandro Cattelan nel rilancio del Derthona?
Cattelan è stata una grande sorpresa, senza dubbio. Noi non siamo abituati a tifare i calciatori, tifiamo solo per la maglia. Però vogliamo ringraziarlo perché gli siamo riconoscenti per la sua decisione di aderire e di giocare con la squadra dei tifosi, e non in quella degli imprenditori. Una scelta di cuore, per la quale gli saremo sempre grati.

Il campionato è appena iniziato con una vittoria in trasferta. C’è stata una buona presenza di sostenitori al seguito della squadra?
La prima trasferta l’abbiamo giocata in un campo di un quartiere di Alessandria. La squadra ha avuto circa 250 tifosi al seguito. C’era molto entusiasmo e abbiamo esordito con una bella vittoria. Inoltre permettimi di sottolineare l’avvicinamento di diversi volti nuovi nel mio gruppo, grazie anche alla attività e alla militanza di un’Associazione di promozione sociale che mi onoro di guidare e rappresentare a Tortona. Spero che le presenze continuino ad aumentare, anche perché siamo sulla soglia dei 350 abbonamenti sottoscritti. Un risultato davvero importante.

Domenica invece ci sarà l’esordio tra le mura amiche. Sono previste delle iniziative o qualche coreografia?
Domenica giocheremo la prima in casa, ma siamo costretti ad emigrare a Viguzzolo, un paese limitrofo, perché in concomitanza con la nostra partita c’è anche l’altra squadra che, al Coppi, deve affrontare il Como per il campionato di Serie D. Stiamo però organizzando una grande coreografia per la nostra prima al Coppi, il prossimo 1 ottobre. Al momento però, ovviamente, il tema della coregorafia rimane top secret.

Avete anche appositamente realizzato del materiale per questa importantissima stagione che segna il rilancio del calcio a Tortona?
Visto le nuove e numerose adesioni stiamo cercando di riorganizzare tutto con del nuovo materiale. Una novità importante è senza dubbio il nuovo striscione unico realizzato per le trasferte. Ma a breve verranno realizzate anche nuove sciarpe, berretti, ecc.. In questo contesto mi sembra giusto sottolineare che, tra l’altro, anche la nuova società dell’HSL Derthona ha dato vita ad una nuova linea di abbigliamento, in perfetto stile “Terrace”, che ha molte similitudini con l’abbigliamento ormai tipico di determinate tifoserie nostrane e non.

Vuoi aggiungere qualcosa, lanciare un appello o ringraziare qualcuno in particolare?
L’appello innanzi tutto è rivolto alle istituzioni e agli imprenditori tortonesi, affinché contribuiscano attivamente a questo progetto e al rilancio del calcio a Tortona. Ma vorrei anche sollecitare tutti i miei concittadini ad unirsi a noi nel sostenere l’HSL Derthona. Abbiamo intenzione di stupire ad ogni partita. Inoltre voglio ringraziare chi ha contribuito fin da subito, anche economicamente, per la rinascita del Derthona e chi ha fortemente creduto in noi e nel nostro sogno. Un saluto al mitico Bruno, che sicuramente ci sostiene da lassù.  Ed infine un ringraziamento a te e a tutta la Redazione di SportPeople per  la disponibilità.

Daniele Caroleo. da Sportpeople.net

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