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La stagione del Centro Storico Lebowski non è ancora finita

Fuori dal campo sono giorni frenetici, tra l’imminente partenza dei centri estivi, il V Memorial Figli della Pozzi in arrivo e l’enorme, chiassosa macchina della 3^ Sagra del Fritto di Mare ormai in movimento.

Dentro al rettangolo di gioco invece si tirano gli ultimi – speriamo, i penultimi – calci al pallone grazie alla nostra formazione Juniores, che questa sera a Greve in Chianti affronterà la Laurenziana nella semifinale del “22° GrevigianaMeeting”.

Una buona occasione per ringraziare pubblicamente i nostri ragazzi, in attesa appunto di incrociarci i tacchetti al Memorial, e di servirci fianco a fianco tra i tavoli della sagra.

Quando abbiamo deciso di introdurre la categoria Juniores di fianco alla Prima Squadra, ormai diversi anni fa, abbiamo inteso questo progetto come un’opportunità di arricchimento e crescita collettiva, in entrambe le direzioni: i “vecchi” avrebbero potuto attingere finalmente alle forze fresche della linea verde, mentre quegli adolescenti pescati a giro per mezza Firenze, molti dei quali in procinto di lasciare lo sport per mancanza di tempo o stimoli, avrebbero ripreso a giocare per qualcosa e per qualcuno, ritrovando la voglia di stare in gruppo.

“Piccole speranze urbane” le chiamavamo: ci si allenava al Galluzzo, la squadra era ancora in Terza Categoria e gli allenamenti dei giovani si facevano perlopiù sul campo adiacente allo stadio, che di inverno era un pantano e d’estate argilla cotta. Intorno a uno zoccolo duro proveniente dal Ponte a Greve, si innestarono 10-12 ragazzi reduci da cento tipiche situazioni: qualcuno lasciava per inseguire il diploma, altri per raggiungere gli amici al Giardino, parecchi per le fatiche di un primo abbozzo di lavoro.

La fatica di allestire, creare e portare avanti la squadra fu immensa, e possibile grazie al il lavoro pieno di passione di Stefano Volpini e mister Galingani.

Le ricompense invece, quelle inestimabili, perché finalmente si era creato un canale di accesso ai nostri valori e al nostro modo di fare calcio. Quel legame dura ancora oggi, e non è casuale che un gruppo dei giocatori che hanno trionfato in Prima Categoria, e tante delle voci che li hanno sostenuti dalla curva siano partiti proprio da lì, da quella piccola speranza urbana.

Il gruppo Juniores costruito quest’anno aveva con sé un DNA diverso, massima espressione di quella transizione che ci ha visto incrociare un nuovo mondo: tanti ragazzi provenienti dal settore giovanile dell’Impruneta Tavarnuzze, con un’educazione sportiva (etica) e calcistica (tecnica) di eccellenza grazie al lavoro splendido compiuto negli anni dallo staff verdazzurro. A introdurli nel Lebowski un pugno di “veterani” al secondo o terzo anno in categoria, con mister Vivarelli a far da collante con serietà e competenza.

Difficile dire cosa racconti, quel quarto posto in uno dei gironi Juniores più tosti degli ultimi anni, così come non sono emblemi di un’annata, ma solo bei ricordi da tratteggiare, le tante vittorie in rimonta e le partite ad armi pari con le prime della classe. Ci sono state difficoltà, battute d’arresto inattese, nuove situazioni da gestire tutti insieme, ma quel che è certo è che per l’ennesima volta chi vive questo ambiente dal suo embrione si è sentito degnamente rappresentato da quel manico di adolescenti sbarbati, che in un anno particolare e ricco di cambiamenti la linea di continuità non si è spezzata, e che probabilmente non poche di quelle gambe, o di quelle voci, continueranno a sostenere il Centro Storico Lebowski negli anni a venire.

Per questo grazie a mister Vivarelli, ad Andrea Sorrentino, Mirko Mattioli e a Giacomo Bruni per aver seguito la squadra da fine agosto a giugno inoltrato; grazie a Dimitri Vannini e Andrea Lamioni, che da quel mondo son partiti per poi entrare sempre più nella famiglia, grazie a tutti ragazzi che hanno indossato con fierezza ed entusiasmo la maglia grigionera. Grazie infine a Daniele Messina, Federico Bonini e Marco Paladini per questi quattro anni, per aver trasformato la speranza in orgoglio.

Sempre avanti, Centro Storico Lebowski!

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