» » » » » » » » » » Dinamo Brescia: ’I tentacoli del calcio business stanno distruggendo, anno per anno, anche il calcio femminile italiano’


Interessante riflessione dalla pagina della realtà di calcio popolare Dinamo Brescia(LINK) in merito alla recente acquisizione del titolo sportivo dell’Acf  Brescia Calcio Femminile da parte del Milan(LINK), e, in un’ottica più ampia, dell’arroganza dei grandi club nei confronti delle selezioni femminili locali

I tentacoli del calcio business stanno distruggendo, anno per anno, anche il calcio femminile italiano.

Le logiche malate del calcio moderno arrivano ora anche nel mondo del calcio femminile.
Questo perchè la Figc ha inserito l’obbligo di avere una prima squadra femminile per i club maschili di serie A "per dare una spinta alla valorizzazione del calcio femminile".

Non c’è nessuna "valorizzazione" del calcio femminile nell’entrare a gamba tesa e comprare i titoli sportivi a tavolino, per partire dalla serie A o addirittura (come nel caso del Milan) comprarsi la possibilità di partecipare alla Champions League.

Un processo, questo, inaugurato dalla Fiorentina che ha acquisito il titolo dell’A.C.F. Firenze, seguita poi dalla Juventus che si è comprata il titolo sportivo del Cuneo (in difficoltà economiche) per cominciare dalla Serie A, depredando poi le rose delle squadre più forti già esistenti (Brescia compreso), assicurandosi grazie alla propria potenza economica le giocatrici più forti.

Ora, con la stessa arroganza, il Milan acquisisce il titolo sportivo del Acf Brescia Calcio Femminile, una delle poche piazze in cui resistevano passione per questo gioco, senso di appartenenza a una comunità, orgoglio e che poteva vantare di una delle più grandi tifoserie nel calcio femminile.
Una vera e propria sconfitta non solo per il Brescia Calcio Femminile ma per l’intero movimento del calcio femminile.

Questo calcio ci fa schifo. Per questo cerchiamo, giorno per giorno, di costruirne uno diverso, lontano dalle logiche di mercato, a partire dalla passione e dall'amore per questo sport... Che è del popolo e al popolo deve tornare.

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