» » » » » » » Curva Nord Livorno: ’Ribadiamo da tempo: se questi sono i parametri “meglio una fine spaventosa che uno spavento senza fine“. Livorno è una città che deve vivere di entusiasmo…’


Il figliol prodigo della famiglia Spinelli è riuscito domenica nell’ennesimo capolavoro. Quando all’inizio dell’anno della scorsa stagione, che ha portato alla promozione in B, fummo chiamati con una delegazione insieme ai club ed alcuni giornalisti per interrompere la contestazione al fine di favorire una promozione e rendere appetibile la società per vendere, anzi citiamo: svendere, perché a lui (Roberto) il calcio ed il Livorno non interessavano affatto, chiunque era presente ha potuto osservare come il figlio intimò al padre di andarsene dalla stanza della riunione, peraltro in malo modo suscitando un certo sdegno tra i presenti, ed il padre ubbidì.

Il fatto indicava chiaramente che più che mai l’era dello Sciu Aldo che le cronache locali tengono ancora in piedi come protagonista, forse solo per show , era definitivamente finita. 

Ci sono del resto limiti di età ovvi, ed anche per questo accanirsi sulle sue colpe, innegabili, come gli sono sempre stati riconosciuti i meriti, non serve oggi a niente e nessuno. Rimane però il problema che la società è sotto le redini del figlio, tutt’altra persona e tutt’altro imprenditore, con tutt’altra passione e storia, il quale poi con grande abilità riesce ad usare a comando il padre nei momenti come quelli di domenica, cioè quando deve conquistare una platea di ultra ottantenni e di tifosi storditi tenuti sotto scacco dallo spauracchio del fallimento.

Così il buon Roberto ha mandato in avanscoperta il padre, burlandosi dei tanti livornesi che l’hanno acclamato con la compiacenza dei giornalisti locali. Perché è logico che si tenta un’operazione nostalgica, di riconoscimento di ciò che ha fatto Aldo, ma NON Roberto. E tutti ci sono cascati “con le scarpe e tutto” come si dice a Livorno. 

Il grosso del problema è l’omertà costruita intorno alla gestione della società, basta chiedere a chiunque ha avuto a che fare con l’AS Livorno calcio, disgrazia dopo disgrazia, nei rapporti sul territorio, poi ai giocatori e agli allenatori, se mai si sono dovuti rapportare con Aldo, oppure col figlio. Ovviamente la seconda, oppure di volta in volta con le persone messe come parafulmine (Romano ieri Peiani oggi).

“Se mi interessava il calcio tenevo l’Alessandria, molto meno impegno“ disse apertamente Roberto Spinelli davanti a noi, ai giornalisti, e pure ai rappresentanti dei club, “io faccio l’imprenditore e del calcio non me ne frega nulla, prima riesco a togliermi di mezzo il Livorno e meglio è, ma non lo vuole nessuno, la serie C è solo una spesa, spero in una cordata che potrebbe portare Pecini in caso di promozione“ (presentato da lui come il salvatore ma fatto fuori proprio a poche settimane dalla promozione, e stessa sorte per Romano, ma prevediamo anche per Peiani).

Proviamo a vedere se per caso qualcuno dei giornalisti presenti, oppure di rappresentanti dei club, alcuni dei quali poi si sono messi a 90º nei confronti degli Spinelli per paura di finire nuovamente falliti (è uno spauracchio scaduto) possono negare questa verità…

A noi le parole di quell’incontro sono servite, ancor più quando abbiamo visto che oltretutto, dopo la promozione, patita per i soliti colpi di testa di fine anno, visti i contributi della Lega per la B e una nuova prospettiva di Business, ha fatto fuori tutti e si è rimesso in sella, rimettendo al suo posto i cagnolini di sempre, e si è rigenerato.

Per questo la comparsa di Aldo domenica, a cui si deve indubbiamente il rispetto per l’età, avrà forse conquistato qualche soldatino sbadato, qualche pensionato, qualche Spartaco che anziché romperle ama lucidare le catene al quale è vincolato da troppo, ma non noi.

Ribadiamo da tempo: se questi sono i parametri “meglio una fine spaventosa che uno spavento senza fine“. Livorno è una città che deve vivere di entusiasmo e di costruzione per il futuro essendo territorio di promesse sportive innegabili. Tuttavia il Livorno Calcio e gli Spinelli non hanno MAI fatto niente per mantenere il patrimonio che abbiamo. Oggi, dopo vent’anni e tanti soldi visti girare, ancora si parla di costruire un settore giovanile. Non basta questo?

Curva Nord 1915

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